Lidl-Trek, Quinn Simmons sogna un ritorno del Giro di California e nuove corse negli Usa: “E sarebbe ora di levarci di torno cose come il Tour of Guangxi”
Il calendario internazionale delle corse su strada è un tema sempre molto caldo e dibattuto, di stagione in stagione. Con un particolare occhio all’agenda WorldTour, e quindi a quelli che sono gli appuntamenti più rilevanti a livello mondiale, si susseguono aggiustamenti di anno in anno. C’è poi una corrente di pensiero che vorrebbe modificare le date, e anche l’ordine, in cui si disputano Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España. E poi, c’è anche chi sogna un calendario più diffuso sulle strade di “casa”, come fa Quinn Simmons. Lo statunitense, portacolori della Lidl-Trek, ha le idee chiare su alcune modifiche che vorrebbe vedere in atto nei prossimi anni.
“Io posso dire che ci sono tanti corridori in gruppo che vorrebbe tornare a correre al Giro di California (che si è disputato dal 2006 al 2019, anno in cui vinse un giovanissimo, che ha fatto poi una ‘certa strada’, Tadej Pogačar… – ndr), e magari anche il Tour of Utah. Ma tutti i miei colleghi vorrebbero correre di più negli Stati Uniti”, le parole di Simmons nel corso di un intervento nella produzione audio-visiva WithPace.
Simmons saprebbe già dove posizionare le corse rinate e anche altre potenziali nuove: “Alla fine della stagione. Togliamoci di torno il Tour of Guangxi e mettiamoci il Giro della California in quel periodo“. La corsa a tappe cinese, entrata in calendario nel 2017, è, da allora, sempre stato l’ultimo appuntamento di livello WorldTour dell’anno ciclistico. Ultimamente, però, è arrivata qualche nubo sul futuro del Tour of Guangxi: per questa stagione è stata cancellata la gara femminile, mentre la prova maschile, al momento, ha garanzie di svolgimento fino al 2027, compreso.
Simmons, però, è conscio del fatto che non è facile come sembra: “Il problema è convincere i miei connazionali ad allestire qualcosa che non ti fa guadagnare denaro – Tanto che abbiamo già visto in passato corse non sopravvivere dopo 2-3 edizioni. In Europa, invece, ci sono corse stabili e tradizionali che esistono da tempo, pur senza generare profitti. Con le corse a tappe questo discorso si fa ancora più complicato”.
Il corridore della Lidl-Trek prova a mettere sul piatto un’idea, in termini pratici: “Magari sarebbe più facile pensare di introdurre un secondo fine settimana di gare di un giorno, dopo quello con Philadelphia (dove quest’anno si è corso il 30 agosto e dove la rinata corsa ha avuto un impatto notevole in termini di pubblico – ndr) e poi attaccarci in coda le gare canadesi, in modo da allestire tre settimane di corse di alto livello senza trasferte intercontinentali. In ogni caso, se si riuscisse a correre di più in Nord America, per me sarebbe eccezionale”.
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